Suicidal Advertising
Giusto ieri sera legggevo un articolo di Severgnini sul femminile del Corriere,in cui Beppe rimarcava come spesso l'adverting assuma modi e forme incongruenti con il suo fine ultimo: comunicare un prodotto od un servizio supportandone la vendita.L'incoerenza tra significante e significato, per dirla con de Saussure, è evidente negli esempi portati dall'uomo del Sabato, che mette in luce in maniera impietosa le defaiances imbarazzanti della pubblicità e di coloro che se ne occupano quotidianamente.
Lo IAB si è concluso di recente e uno dei messaggi forti che è passato è la necessità di sfruttare in maniera consapevole i Media Digitali avendo ben chiara, come ha sottolineato Lucia Predolin, la complessità di raggiungere il cliente con il mezzo ed il messaggio per lui più significativi, ma a quanto pare repetita non iuvant.
La pubblicità come ogni messaggio poggia sulla trasmissione di un contenuo tra un emittente ed un ricevente, il tutto passando un canale condiviso tra i due.
Se il messaggio è distonico rispetto al contesto od al canale la comunicazione oltre che inefficace risulta dannosa per il prodotto o servizio che si vuole promuovere.
Così una campagna "patti chiari" che oscura i divisori di un Eurostar (prima trasparenti) ottiene un effetto fisico esattamente opposto a l valore che veicola.
Sullo stesso principio suicida si basano gli spot sparati a ripetizione sulla TV Generalista che portano al risultato opposto rispetto al il principio di "Agenda Setting", in questo caso infatti più il messaggio viene "sparato" meno colpisce il destinatario o meglio più il destinatario cerca di schivarlo, con evidenti danni anche per chi quella campagna l'ha commissionata.
Beppe la definisce Spuc (Strana pubblicità controproducente) forse al prossimo brief con le agenzie staremo tutti più attenti perché dopo aver sparato 1000 proiettili in un secondo potremmo farci uccidere da un single click, quello che spegne il televisore o chiude il browser.....
Etichette: advertising, de Saussure, IAB, Lucia Predolin, media, semiotica, suicidal

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